lunedì 8 agosto 2016

Tararì Tararera e un Piripù vero!

Tararì Tararera di Emanuela Bussolati l'ho scoperto solo un paio di anni fa e Samuele ormai era troppo grande per apprezzare un libro simile, io invece ero rimasta molto colpita da questo "strano libro" e non vedevo l'ora di scoprire se davvero poteva piacere ai bambini piccoli.
L'occasione si è presentata con l'arrivo della nipotina. Ho scelto questo libro come regalo per Alice, poco più di un anno e mezzo, la bimba di mia cugina. Ho letto il libro ad Alice in spiaggia e son rimasta sorpresa, sì: ad Alice il libro è piaciuto! Ha compreso benissimo le varie scene della storia, tanto che dopo aver terminato la lettura ha voluto sfogliare personalmente le pagine più e più volte descrivendo ciò che vedeva lei: "shht" quando Piripù Bibi dorme sulla proboscide del Gonende, "caduto" quando Bubolo Bibi cade a terra e "gnam" quando i personaggi mangiano i frutti degli alberi.
Mi ha fatto molto piacere scoprire quanto sia apprezzato questo libro da parte di Bibi :-) Davvero bello, un libro speciale, che, come scrive Emanuela Bussolati ha uno scopo altrettanto bello e nobile: "... questo libro in lingua inventata suggerisce al lettore adulto a giocare con le intonazioni della voce, le espressioni del viso e del corpo… e creare così una giocosa complicità che rende unico ogni legame."
Naturalmente, dopo la lettura, ho cercato in casa un pezzo di tessuto arancione e in poco meno di 30 minuti ho creato un Piripù Bibi per Alice!
Buone letture ai bimbi e ai genitori e, se volete ascoltare una lettura simpaticissima di questo piccolo capolavoro, cliccate qui: https://www.youtube.com/watch?v=tALc2HtSz6o
Gli altri personaggi dei libri che ho creato, Nuvola Olga, Pingu, Bastoncino, le Pulcette, Bruco Maisazio, Mostro Peloso, ... li trovate qui: http://pollon72.blogspot.it/2013/03/venerdi-del-libro-realizzare-i.html

domenica 24 luglio 2016

Laboratorio espressivo-musicale indiani a caccia dell'orso

Ciao a tutti, mia cugina Cinzia ha tenuto un laboratorio in una scuola infanzia di cui sono stati protagonisti degli indiani impegnati in una caccia all'orso. A me è piaciuto molto ascoltare il racconto del laboratorio, spero possa essere di spunto per altre persone :-)

PREMESSA
La direttrice di una Scuola dell’Infanzia mi ha chiesto di creare un laboratorio espressivo-musicale inerente al tema che accompagnava la loro estate: gli indiani.
Mi sono immersa, come sempre, nel mondo della creatività di altri attraverso il confronto personale con esperti e amici e il pianeta internet… per poi ritornare alla mia creatività ed elaborare QUALCOSA!
E così, è nato questo piccolo laboratorio che è durato 45 minuti per un gruppo di 25 grandi e 30 minuti per un gruppo di 25 mezzani; lo spazio a nostra disposizione era una palestra spaziosa e fresca.
È stato prezioso un amico percussionista che si è lanciato insieme a me in questa piccola avventura!
Risultato?! Bimbi contenti e attenti dall’inizio alla fine del laboratorio… maestra felicissima!!!
Che dire?! Desidero condividere l’esperienza con chi tra voi ama questo genere di laboratori interattivi che stimolano il corpo e le emozioni.

LABORATORIO ESPRESSIVO-MUSICALE SUGLI INDIANI
 1) Accoglienza e Presentazione dei "conduttori": io ed Emiliano abbiamo accolto i bambini e la loro maestra a suon di tamburo, (jambè). Mentre Emi suonava io li invitavo a sedersi in cerchio a gambe incrociate. Una volta creata l’atmosfera, ci siamo presentati con il nostro nome da indiano, (avevamo dei semplicissimi copricapo per entrare nel personaggio): io PICCOLO FALCO, lui TUONO ROMBANTE. Per dimostrare che eravamo VERI INDIANI, Emi si è esibito in un tiro all’arco simpatico e "indolore".
 2) Presentazione dei bambini: abbiamo detto loro che volevamo conoscerli. Ogni bimbo si è presentato urlando il proprio nome e suonando il tamburo a proprio piacere.
 3) Assemblea degli indiani con il bastone parlante: ho assunto un atteggiamento molto serio spiegando che la loro capo-tribù PENNA D’ORO, (la maestra), ci aveva invitato ad incontrare i suoi piccoli guerrieri PIEDI SOFFICI per discutere di una situazione importante. Un orso grosso e pericoloso era stato avvistato vicino al villaggio e dovevamo decidere insieme cosa fare. Ho consegnato loro il bastone parlante che permette di prendere la parola solamente a chi ce l’ha in  mano mentre tutti gli altri devono stare zitti ed ascoltare attentamente. Così si passavano il bastone finché io ho sintetizzato i pareri scambiati concludendo che dovevamo dare la caccia all’orso.
 4) Prove da superare per "testare" i veri guerrieri, (esercizi propedeutici per stimolare la capacità di distinguere tra SILENZIO e RUMORE): 

- IL CERCHIO MAGICO-1 (il cerchio rappresenta il regno del silenzio mentre lo spazio esterno il regno del rumore: ho fatto io l’esempio… quando ero dentro il cerchio tutti i bambini dovevano stare zitti, quando uscivo potevano fare tutto il rumore che volevano con la voce, i piedi e le mani… poi ho fatto guidare il gioco a qualche bambino);
- IL CERCHIO MAGICO-2 (il bambino che veniva toccato sulla spalla doveva prendere uno strumento musicale-maracas posto nel cerchio e portarlo, senza farlo suonare, al capo-tribù che era seduto ad occhi chiusi in un angolo della palestra; tutti gli altri dovevano rimanere in perfetto silenzio. Se il capo-tribù sentiva lo strumento suonare diceva AUGH e il piccolo guerriero non superava la prova... ovviamente davamo qualche possibilità in più a chi faceva fatica!!) 
 5) Inizia la caccia: ho consegnato a ciascun bambino una mezza bottiglia di plastica, (la parte sopra delle bottiglie che avevano portato loro da casa), tagliata in striscioline, che agitata, faceva rumore. Questo nostro strumento avrebbe accompagnato l’avventura.


A caccia dell'orso
, (famoso libro scritto da Michael Rose e illustrato da Helen Oxenbury), e riadattata per l’occasione

Camminata: si cammina sul posto, stando in cerchio, seguendo il ritmo del tamburo che cambia
NARRATORE: "Oh oh! Un campo! Un campo di erba frusciante!"
INSIEME: "Non si può passare sopra. Non si può passare sotto. Oh no! Ci dobbiamo passare in mezzo!"
Sfreghiamo il nostro strumento sul pavimento producendo il rumore dell’erba frusciante.
Camminata.
NARRATORE: "Oh oh! Un fiume! Un fiume freddo e fondo!"
INSIEME: ...

Agitiamo nell’aria il nostro strumento producendo il rumore dell’acqua.
Camminata
NARRATORE: "Oh oh! Una palude piena di fango! Fango denso e appiccicoso!"
INSIEME: ...
Con la nostra voce produciamo il rumore del fango, accompagnandolo con i gesti: Squelch squerch! Squelch squalch! Squelch squalch!
Camminata

Segue il passaggio nel bosco con camminata silenziosa per attraversarlo, passaggio nel temporale colpendo con il tappo della nostra bottiglia-strumento il pavimento producendo  il rumore della pioggia mentre il percussionista produce il rumore dei tuoni con il tamburo.
E poi ancora ingresso nella grotta: con la voce, accompagnata dai gesti, facciamo: Brrrrrrrrrr! Brrrrrrrrrr! Brrrrrrrrrr!
Incontro con l'orso...
È UN ORSO!!!!
La maestra, ad un mio segnale, era sparita travestendosi da orso e facendosi intravvedere dai bimbi.
Presto, indietro nella grotta! Vedi sopra per i gesti e rumori, indietro nel temporale, bosco, ...

Indietro dentro al campo! Corri alla tenda. Apri la tenda. Oh no! Qualcuno ha dimenticato qualcosa?! Riapri la tenda. Prendiamo quello che abbiamo dimenticato. Richiudi la tenda. Sotto la coperta.
CHE PAURA! A CACCIA DELL'ORSO NON ANDIAMO PIÙ !
Ma bimbi... siamo sicuri che quell’orso voleva mangiarci? Abbiamo guardato bene i suoi occhi? Non sembrava poi così cattivo… proviamo a conoscerlo, dai chiamiamolo qui!
La maestra-orso entra, finge di avere paura ma poi si lascia accarezzare dai bimbi.
 6) Danza dell’amicizia: balliamo tutti insieme all’orso la danza degli indiani….(INNO DEGLI INDIANI, la trovate su internet), molto suggestiva!


CONCLUSIONE
Che altro dirvi? Buon divertimento!!! ...e cambiate a vostro piacere, secondo la vostra creatività, il luogo ed i collaboratori che avete a disposizione ed il gruppo che avete davanti!!!

Cinzia

sabato 2 luglio 2016

Ho letto "Massimo da sistemare"

La socia mi ha prestato il libro che ha appena terminato di leggere e che ha scelto suo figlio come lettura estiva, insomma il libro era per un bambino di 8 anni e mezzo ma prima di lui lo hanno letto due mamme... :-)
Il libro è Massimo da sistemare di Loredana Frescura e Marco Tematis, appartenente alla nuova collana Colibrì: una nuova collana di narrativa rivolta ai ragazzi dai 7 ai 10 anni, con tre diversi livelli di competenza per lettura. Tra i suoi autori annovera scrittori tra i più amati e affermati del panorama italiano, per una varietà di temi e generi. Per volare liberi tra le pagine!
Il libro è scritto in forma di diario e racconta alcuni episodi accaduti a Massimo, un bambino di nove anni che a scuola non riesce a star fermo sulla sedia, un pochino distratto, che combina qualche pasticcio, (anche se talvolta viene accusato ingiustamente). Massimo ascolta per caso la mamma che riferisce al papà le parole che la maestra ha pronunciato al colloquio insegnanti-genitori: "Massimo è intelligente, ma un po' da sistemare". Inizia il viaggio nella mente di Massimo: cosa significa "da sistemare"? Il bambino si sforza di capire, prova a cercare aiuto anche sul dizionario, vorrebbe tanto sapere perché gli altri pensano che lui sia da sistemare! 
Intanto la vita va avanti e si succedono diversi episodi disastrosi: i genitori di una sua compagna di classe che si arrabbiano perché Massimo ha regalato alla loro figlia dei lombrichi che l'hanno fatta scoppiare a piangere, il battesimo di un cuginetto rovinato dall'acqua santa riempita di sapone, punizioni, il tradimento da parte della sorella, la sostituzione della maestra con una più severa rispetto a quella cui Massimo è abituato...
E non manca la bambina di quinta elementare, Isabella, per cui Massimo ha una cotta, che gli da consigli su come comportarsi con le maestre per apparire come uno scolaro modello. 
Il libro mi è piaciuto, ricco di contenuti, ben scritto, storia simpatica ma che fa anche riflettere... Però mi è parso troppo ricco di argomenti diversi, insomma mi ha un pochino spiazzato. Non riesco a capire quale sia il messaggio principale che gli autori volevano trasmettere quando l'hanno scritto. So benissimo che ogni lettore in un libro "legge" un significato diverso ma sono anche certa che ogni autore scriva con un preciso intento, con lo scopo di trasmettere il suo messaggio. In questo libro si parla di un bambino un pochino pasticcione con qualche difficoltà di concentrazione, un bimbo che i genitori spesso sgridano, (a volte per guai combinati da lui e a volte ingiustamente), ma si parla anche di disabilità motoria visto che la maestra usa la carrozzina, (e non solo lei), e poi si parla di innamoramento, del rapporto tra fratelli, di bullismo...
Ripeto: libro bello, lo consiglierei sicuramente, ma mi ha confuso a causa dei tanti argomenti trattati in un racconto che considero breve, (si legge in un'oretta o poco più). Aggiungo anche che io sono una persona adulta, e questo è un libro destinato ai bambini dai 7 ai 10 anni circa: mi chiedo quali possano essere le considerazione di un bambino di quell'età. Sarei davvero curiosa di conoscere le impressioni su questo libro di altri adulti ma soprattutto di qualche bambino che lo ha letto!

martedì 21 giugno 2016

Parchi per tutti: Giocare con la ghiaia e l'acqua al parco

Peter Gray ci ricorda che sarebbe bene "assicurarsi che i nostri figli abbiano opportunità autentiche di giocare liberamente all'aria aperta, con gli altri bambini, senza interferenze adulte perché attraverso queste esperienze imparano a risolvere i problemi, controllare gli impulsi, modulare le emozioni, mettersi nei panni degli altri, negoziare le differenze, andare d'accordo e sentirsi alla pari con chi hanno intorno."
20/06/2016. Nel pomeriggio alcuni bambini hanno svolto grandi lavori manuali presso l'area giochi Tutti a bordo! Al grido di "togliamo i sassi dalla fossa!" hanno iniziato a scavare con palette, cucchiai, con le mani. 
Continua a leggere qui: http://parchipertutti.blogspot.it/2016/06/giocare-con-la-ghiaia-e-lacqua-al-parco.html

domenica 19 giugno 2016

Parchi per tutti: Ancora sulle altalene per carrozzine

Un post lungo ma ricco di contenuti per approfondire l'argomento "altalena per carrozzina", uno dei giochi che crea più discordia: chi lo ritiene necessario in ogni parco, chi non lo vuole, chi pensa sia pericoloso, chi preferisce i giochi inclusivi e lo vorrebbe solo se accanto a tanti altri giochi accessibili e fruibili...
Perché questo tipo di gioco è tanto richiesto e allo stesso tempo criticato?
Può essere utilizzato da bambini che dondolano stazionando in piedi sulla pedana? Un parco dove l'unico gioco accessibile e fruibile da parte di bimbi in carrozzina è l'altalena su cui si può salire con la carrozzina stessa è un parco inclusivo? Installare un'altalena per carrozzine su prato, terra o ghiaia è una cosa furba? Questa altalena permette ai bambini di giocare insieme? È un gioco pericoloso?
Io ad esempio mi arrabbio tantissimo quando leggo notizie che riportano il grande orgoglio di chi ha donato un sorriso a "bambini meno fortunati", (utilizzo questo termine che non mi piace affatto per sottolineare quanto spesso si ricorra al sentimento di pietismo verso bambini con disabilità associato a quello di generosità di chi dona il gioco), installando un'altalena per disabili... su prato! O su ghiaia, terra... Per fortuna non accade sempre, ma accade comunque troppo spesso. I giochi accessibili e fruibili alle carrozzine devono essere installati su pavimentazione pianeggiante e liscia che devono poter essere raggiungibili tramite un vialetto con le medesime caratteristiche!

sabato 11 giugno 2016

Non ti bagnare, altrimenti ti porto a casa!

Lungi da me il voler giudicare le regole imposte dalle mamme ai loro figli: in ogni casa e in ogni famiglia ci sono regole diverse e vanno comprese e rispettate. In questi ultimi mesi siamo andati molto spesso al parco ed è interessantissimo osservare il comportamento dei genitori, talvolta anche quello dei bambini ma i più interessanti sono i genitori!
Ci sono genitori presenti e assenti: chi segue con lo sguardo il figlio, chi lo accompagna sui giochi, chi lo pedina e non si allontana di un metro dal luogo dove gioca e chi si siede sulla panchina a chiacchierare, leggere un libro o usare il modernissimo telefono cellulare. C'è chi porta il bimbo al parco per farlo giocare con altri bambini, chi per farlo sfogare dopo una mattina trascorsa a scuola, seduto composto sulla seggiolina, chi per rilassarsi un attimo visto che tanti bimbi in casa, da soli, si annoiano e chiedono ai genitori di fare qualcosa insieme. Va bene tutto, siamo tutti diversi :-) 
C'è solo una cosa che mi intristisce un pochino: i genitori che ricordano ogni cinque minuti ai figli di: non sporcarsi, non farsi male, non correre, non sudare, non bagnarsi! Nel "nostro" nuovo e bellissimo parco inclusivo Tutti a bordo! c'è un gioco d'acqua... Un gioco con l'acqua vera, mica finta. Una pompa, una vasca, una ruota e una zona a terra in cui confluisce l'acqua. Addirittura si riesce a creare un piccolo laghetto. La maggior parte dei genitori odia questo gioco, io li sento parlare tra di loro, si domandano chi mai abbia deciso di installare un gioco simile nel parco ;-)
Fino a poche settimane fa la temperatura esterna non era tanto calda, una primavera mite, senza temperature eccessive, e le mamme gridavano continuamente ai figli: "non ti bagnare, sennò andiamo a casa". Scelte personali, mio figlio ha sempre avuto il permesso di giocare attorno all'acqua ed effettivamente a volte è tornato a casa con i vestiti un pochino bagnati ma non ha mai preso il raffreddore. Ora però le temperature sono salite di parecchio e fuori si sta benissimo in pantaloncini e maglietta corti ma tante mamme continuano a gridare: "vieni via di lì, non ti bagnare, sennò andiamo a casa".
E il bambino è costretto ad allontanarsi da quel gioco che attira tanto i bimbi, specialmente quelli tra i 3 e 6 anni. Ma perché non lasciate che si bagnino un pochino? Non fa freddo, il rischio di prendere il raffreddore è davvero basso. 
Non lo dico perché ora mio figlio ha nove anni, capisco che le mamme dei bambini più piccini possano essere un pochino più apprensive ma vi assicuro che ogni età ha la propria criticità. Ad esempio Topastro ieri ha deciso di lanciarsi dall'altalena a cestone mentre dondolava in maniera un pochino troppo sfrenata con dei bambini più grandi di lui. Si è letteralmente spiaccicato sulla pavimentazione in gomma, io lo stavo osservando seduta non troppo lontano da lui, ed ho sentito il rumore della caduta: splat! Per fortuna, a parte la paura, non si è fatto nulla. Si è rialzato, è corso da me ed è rimasto seduto per quasi cinque minuti mentre mi raccontava che non sapeva perché lo aveva fatto, che è atterrato sull'avambraccio destro e che, cosa importante, non aveva pianto. 
Insomma: grandi o piccini, hanno diritto a divertirsi al parco, altrimenti cosa li portiamo a fare? Per osservare gli altri giocare? Lasciamoli liberi di sperimentare, sporcarsi, bagnarsi, cadere. I parchi gioco sono luoghi sicuri, noi genitori possiamo osservarli, intervenire se si mettono in pericolo, ma diamo loro la possibilità di sentirsi liberi. Liberi di correre, dondolare, scivolare, bagnarsi, sporcarsi. 
Ieri al parco era caldo, non soffocante ma molto caldo e dopo un'oretta Topastro correva a petto nudo, (la maglia era completamente bagnata e quindi l'aveva tolta), e scalzo per il parco. Dopo aver recuperato una maglietta vecchia in auto ed essersi asciugato i piedi che aveva messo nel laghetto del gioco d'acqua, si è rivestito ed ha continuato a correre. Altri bambini avevano pantaloni lunghi, maglia a maniche lunghe e scarpe. E non avevano il permesso di giocare con l'acqua o di scivolare con il sedere sulle rampette che servono a riportare la carrozzina alla base dello scivolo. A Samuele piace tanto fare questo gioco e quando gli altri bimbi lo vedono divertirsi facendo diventare i pantaloni neri, lo imitano. Ma non tutti i genitori permettono ai figli di scivolare lì. Si può scivolare solo sull'apposito scivolo e mi raccomando: non ti bagnare che sennò andiamo a casa! 
Vi invito a leggere questo post di Mamma Felice: giochi Montessori all’aperto con i 4 elementi naturali. "Giocare all’aperto permette ai bambini di acquisire consapevolezza del proprio spazio, dei propri movimenti e del proprio corpo... Il gioco migliore è sempre il gioco libero: appropriarsi degli spazi, sporcarsi, scoprire i materiali naturali senza limitazioni."
E non dimenticate che il gioco, per i bambini, è molto, molto, molto importante! "Lasciateli giocare" - Peter Gray.
Altre immagini del divertentissimo gioco d'acqua del parco Tutti a bordo! qui: giocare con la ghiaia e con l'acqua a dimostrazione del fatto che i bambini all'aperto si divertono e imparano!