martedì 19 settembre 2017

Il Piccolo Principe è un libro adatto ai bambini?

La riccionese Alessia Canducci, attrice, narratrice e formatrice, che da oltre 20 anni legge ad alta voce per far leggere, si rifiuta di leggere "Il Piccolo Principe" ai bambini della scuola infanzia. L’opera di Saint-Exupéry, per quanto proposta da più parti come libro per l’infanzia, secondo lei non lo è affatto. Il modo in cui affronta temi quali amicizia, ricerca e difficoltà nell’incontrare l’altro, senso di abbandono, morte e disillusione per l’infanzia perduta, non è affatto adatto ai bambini. E nemmeno agli adolescenti”.


“Non ho nulla contro il Piccolo Principe. Ma sono contraria a proporlo alla prima infanzia, così come nelle età successive, quando i bambini, proprio perché vivono il presente e ‘l’essenziale invisibile agli occhi’, non hanno bisogno di questo tipo di storie. Hanno bisogno, invece, di storie che li aiutino a comporre un mondo in cui stare bene, di cui fidarsi. L’infanzia non ha bisogno di libri di disillusione”.

Il punto è che, sulla lettura a scuola, c’è un enorme fraintendimento: “Spesso i docenti vedono il libro solo come strumento didattico per costruire un percorso, e non come un’occasione per ampliare il proprio sguardo e quello dei bambini, su di sé e sul mondo.

Continua a leggere qui: http://www.emiliaromagnamamma.it/2017/09/piccolo-principe-la-narratrice-riccione-non-adatto-ai-bambini/

venerdì 12 maggio 2017

Cesenatico, parole al cartoccio 2017

Buongiorno amici, un post veloce per condividere con voi qualche immagine e video di un paio di eventi del festival Parole al Cartoccio - Cartamarea Libreria Indipendente. Cartamarea è la mia piccola libreria del cuore e si trova a Cesenatico, uno spazio speciale, intimo e familiare. Entri e ti senti a casa, le libraie ti offrono un the, tirano fuori dalle scatole appena arrivate libri che devi leggere e poi si chiacchiera, ci si confronta, ci si incontra la sera per parlare di libri belli che sono diventati speciali per qualcuno.
Da tre anni in maggio Cartamarea organizza il festival Parole al Cartoccio che è occasione per bambini, ragazzi ed adulti di incontrare autori, scoprire come nascono i libri, come è nata la storia di un libro, perché son state usate proprio quelle parole, occasione per fare domande a chi ha scritto e illustrato. Io, come sempre presa da tanti impegni, son riuscita a partecipare già a tre incontri e quindi son davvero felicissima!  
Mercoledì sera, 10 maggio,  S.O.S. Emergenza lettura, signor editore cosa ci proponi? Incontro-dibattito fra genitori, educatori e addetti ai lavori e aggiornamento sulle nuove proposte della letteratura per l’infanzia da 0 a 14 anni. Con gli editor Angela Catrani, Lodovica Cima, Gabriele Clima e Beniamino Sidoti. Si è parlato del ruolo dell'editor, della progettazione dal basso, (che avviene stando a contatto con gli utenti finali, in questo caso i bambini), e dall'alto, (quella che si basa sulle statistiche, sui trend, che tiene conto del momento in cui viviamo). Un incontro molto interessante che ha permesso ai partecipanti di scoprire quanto è bello, complicato e ampio il lavoro delle persone che si occupano di libri per bambini e ragazzi,
Giovedì 10 maggio l'autore Gabriele Clima ha presentato uno dei suoi ultimi libri "Continua a Camminare" di cui vi ho parlato nel precedente post. Ero davvero curiosa di ascoltare dalle sue parole come questo libro fosse nato, cosa volesse trasmettere a tutti i ragazzi che prenderanno in mano questo racconto così difficile, per me, da digerire. Gabriele è davvero una bellissima persona e ha raccontato con semplicità la bellezza che abita ogni bambino, il desiderio di trovare il bello, ciò che permette loro di stare. 
Queste son le parole che mi son rimaste: bellezza e speranza. Una presentazione ai limiti della lacrimuccia, perché la storia non racconta fatti piacevoli, illustra la guerra, scene di bambini che dovrebbero giocare, andare a scuola, ridere e saltare spensierati. Non posso smettere di pensare alla speranza con cui vive Abu Malek che salva i libri scovati tra le macerie delle case crollate sotto le bombe e li riporta alla luce perché qualcuno possa leggerli e neppure la paura di una bambina che cammina da sola nel deserto perché il suo amore e fiducia nel fratello sono quasi infiniti e lui le ha assicurato che morire per la gloria di Dio è bello.
Leggetelo, davvero, pensando ai bambini, alla loro innocenza e fiducia nel prossimo. Mi è piaciuto ascoltare Gabriele che ha spiegato la profondità con la quale sono state costruite alcune scene, immagini e parti del libro, è davvero meraviglioso scoprire quanto ci sia dietro a un volume di poco più di 150 pagine, chissà quante volte è stato letto, modificato, messo in discussione! E non mi ero resa conto che nel libro la divinità viene chiamata Dio... Dio e Allah, per Gabriele Clima, sono la stessa cosa; utilizzare la parola Dio è un modo per abbattere le differenze culturali e religiose che noi italiani facciamo così fatica ad azzerare.
In fondo al post c'è un video che contiene alcune parti della presentazione, guardatelo, se volete scoprire qualcosa in più. A seguire "Un cartoccio di parole: empatia", Bacchilega Junior ed. un'antologia a sostegno del progetto Parole al Cartoccio con tutti gli autori del festival! Gabriele Clima, Antonio Ferrara, Beatrice Masella, Elisa Mazzoli, Filippo Mittino, Pino Pace, Cristina Petit, Beniamino Sidoti, Sualzo, Silvia Vecchini, Lodovica Cima e qualcun altro che sicuramente ho dimenticato strada facendo. 
Che emozione trovarsi nella stessa stanza con tanti autori, illustratori, creatori di storie e disegni che rallegrano le nostre giornate. Sono persone speciali, che entrano nelle nostre case senza farsi vedere e ci fanno emozionare con le loro storie ed illustrazioni, hanno un grande dono e non si può non essere emozionati mentre si ascoltano i loro racconti. Mi ha colpito piacevolmente l'atmosfera familiare, la disponibilità a stare al gioco, a coinvolgere i partecipanti.
Del libro che dire? Davvero una bellissima idea! Un piccolo volume che contiene brevi storie regalate dagli autori che partecipano al festival, tutte legate da una parola scelta per quest'anno: empatia. Naturalmente ne ho presa una copia e ho chiesto a tutti gli autori di autografarmela in ricordo di una giornata di immersione nel mondo dei libri.
Il tempo è finito, è ora di prepararsi per andare in ufficio, il lavoro chiama ma io oggi vado in ufficio con il sorriso stampato dentro, con il suono delle risate di ieri, con le immagini di tante storie che si mescolano tra loro: bambini che entrano in libreria, bambini che soffrono per i numeri 6, bambini che camminano nel deserto ragni cattivi e bambini che indossano le scarpe di mamma per capire cosa significa indossare i panni degli altri, cosa significa empatia.
Una parola importante che, come ha spiegato Filippo Mittino forse richiede studi lunghi e importanti per essere compresa oppure, semplicemente, un piccolo sforzo per capire i bisogni, emozioni e desideri di chi ci sta accanto. Altre immagini le trovate su facebook: Claudia - Cartamarea - Parole al Cartoccio 2017
Qualche ringraziamento speciale...
Grazie a Gabriele Clima per aver scritto "Continua a Camminare".
Grazie a Beniamino Sidoti e Marianna Cappelli che ci hanno deliziato con letture intense in grado di far scendere lacrime, (sia di tristezza/dolore che di allegria/spensieratezza).
Grazie alla piccola Clara e a Cristina Petit che hanno dato del filo da torcere ad Antonio Ferrara che, birichino!, non voleva rispondere alle domande di questa simpatica bimba.
Grazie ad Angela Catrani che ha provato a convincere Samuele a smettere di suonare il flauto, purtroppo non ci è riuscita.
Grazie alle libraie che sono MERAVIGLIOSE
Grazie a tutti gli autori che hanno trasportato tutti coloro che erano presenti agli incontri in un mondo magico per qualche ora perché i libri, le storie, le letture ad alta voce ti catturano e ti portano dentro al mondo costruito dagli autori e illustratori di libri!
Sabato 13 maggio un altro interessante e curioso incontro: Un libro per due. Elogio e stroncatura di uno dei libri più conosciuti della letteratura per ragazzi, acceso dibattito con Angela Catrani e Beniamino Sidoti, un incontro-scontro su "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare".
È stato proprio divertente ascoltare l'opinione di chi elogiava, e chi stroncava, uno dei libri che hanno letto praticamente quasi tutti. Tra l'altro non sapevo fosse uno dei libri più venduti in Italia. Un libro molto utilizzato nelle scuole, quasi tutti i bambini presenti all'incontro lo avevano letto a scuola con l'insegnante, molti avevano visto anche il film. 
Beniamino di questo libro ha sottolineato sopratutto il fatto che fosse pieno di retorica, di amore, solidarietà, generosità disinteressata e amicizia. Un libro troppo semplice, con pochi colpi di scena, un libro in cui sono presenti buoni e cattivi e a trionfare è il bene. 
Un libro che pare quasi voglia inculcare nei bambini i valori da seguire. A me Beniamino non mi ha convinto, io resto dell'opinione che sia un bel libro, l'ho letto tanti anni fa e mio figlio l'ha letto a scuola ah ah. 
Però devo spezzare una lancia a favore della "nostra maestra" che lo ha semplicemente utilizzato come strumento per il tema comprensione del testo. Il libro è stato letto, capitolo per capitolo e ai bambini sono state date delle schede per verificare se avessero o no compreso il capitolo.  Il momento lettura nella classe di Samuele non è mai mancato, la maestra ha sempre proposto libri interessanti ai bambini e Samuele, grandissimo ascoltatore, ha sempre apprezzato. Tante volte è tornato a casa e mi ha chiesto di comprare il libro che la maestra stava leggendo a scuola. 
La cosa più simpatica è che mai, proprio mai, la sua richiesta era accompagnata dal titolo del libro. Mica perché la maestra lo tenesse nascosto, semplicemente lui non lo chiedeva o non lo ricordava e quindi mi son sempre dovuta affidare al suo riassunto della storia per scoprire il titolo. 
Alcuni libri consigliati da Beniamino Sidoti:
- Oh, boy! - Marie-Aude Murail
- Il narratore - Saki 
Pippi Calzelunghe - Astrid Lindgren
- La magica medicina - Roald Dahl
- Gli sporcelli - Roald Dahl
- Il GGG - Roald Dahl
- Prosciutto e uova verdi - Dr. Seuss
Winnie Puh - A. A. Milne
- Fiabe, ad esempio Barbablù

domenica 23 aprile 2017

Ho letto "Continua a camminare"

Stamattina, come sempre, mi sono svegliata presto. Avevo anche mal di testa: pastiglia, balsamo alpino, e decido di ritornare sotto le coperte per finire il libro iniziato due giorni fa. Premetto che ho il comodino sommerso di libri da leggere, mi riprometto continuamente di non comprare nuovi libri fino a quando la torre di quelli in coda per essere letti non si abbassa. Però non è colpa mia, un po' alla Davide Calì in "Non ho fatto i compiti perché...", venerdì scorso sono andata da Cartamarea per incontrare Elisa, non avevo intenzione di comprare nulla, se non un fumetto per Samuele; Rossella stava vuotando gli scatoloni con i libri appena arrivati e quando ha preso in mano "Continua a camminare" mi ha detto: "Angela ha scritto su facebook che bisogna leggerlo".  Se bisogna leggerlo, se è un libro necessario, non posso mica tirarmi indietro, e poi l'autore lo conosco, mi piace. E così il libro è venuto a casa con me, a scatola chiusa, non conoscevo l'argomento, non avevo letto alcuna recensione, semplicemente l'ho aperto e ho iniziato a leggere. Questa non è una recensione, non è un post in cui vi racconterò la trama ma solo le mie sensazioni, ciò che ho provato mentre lo leggevo, e ve ne regalo un pezzetto, o meglio: Gabriele ve lo regala, io ho solo fatto copia/incolla di una mezza pagina per farvi capire a cosa mi son trovata di fronte la sera, nel letto, pensando "ora mi leggo una storia".
La colonna si ferma. Di nuovo."Cosa c'è?" "Non lo so" fa papà. C'è qualcuno che corre, laggiù, e gli altri lo seguono. Fanno gesti, chiamano altra gente. Qualcuno è a terra nella sabbia. È caduto. Forse si è sentito male. Il sole è caldissimo oggi, più di ieri. Ti si schianta sulla testa che pare che te la spacchi se non la copri bene. Non tutti però hanno da coprirsi. Qualcuno ha la kefiah, altri si legano un fazzoletto sulla fronte; qualcun altro il fazzoletto non ce l'ha e si è arrangiato con della plastica recuperata da qualche parte. Ma la plastica si scioglie, col caldo, e la testa diventa come un uovo che si cuoce dentro. Forse è quello che è successo, a quello deve esserglisi cotta la testa. Mi siedo sul mare bollente della sabbia e guardo verso dove stiamo camminando. La nostra pista. Continuo a non vederla ma so che c'è, è lì, sotto la sabbia, che a volte appare quando il vento se la porta via. In fondo, l'orizzonte. Vuoto. Dappertutto. Sembra un cerchio, se giri l'occhio intorno, da un lato all'altro, un cerchio tutto uguale, come il mare. E oltre a quel cerchio, e a quel mare,  oltre a tutto, l'Europa. Mi chiedo se qualcuno là in Europa sa che adesso siamo qui. E camminiamo. Come me, come papà, e tutti gli altri, anche quello steso là per terra, che camminava insieme a noi prima che la testa gli si cuocesse dentro. Mi chiedo se lo sanno là in Europa. Ma è difficile anche solo immaginarlo. Forse neanche io, se non fossi proprio qui, ci riuscirei. Quello intanto continua a non muoversi. Gli altri parlano, gesticolano, e mentre lui se ne sta sdraiato il vento lo copre con la sabbia, piano piano, gliela stende sopra come un velo. Perché nessuno gliela scuote via? Poi papà ritorna. Allora? Gli domando con un cenno. "Continua a camminare" mi fa lui. "E quello?" Papà non mi risponde. Alza le spalle, solamente, che altro c'è da dire? "Continua a camminare" mi ripete. Ci rimettiamo in marcia. L'uomo lo lasciamo là, disteso, così come è caduto. E mentre mi allontano non sembra neanche più che la sabbia lo ricopra, sembra diventato lui di sabbia. Pare una duna, una duna come le altre in un deserto che, di dune, ne avrà almeno un miliardo.
Però non era una storia, non una di quelle che si leggono con piacere prima di addormentarsi, non era una favola dal lieto fine, (anche se a me il finale infonde speranza), insomma era, anzi è, un pezzo di storia vera, di storia dei giorni nostri, quella che ogni giorno vediamo o cerchiamo di evitare cambiando canale. Non ho pianto, diversi libri mi hanno fatto piangere così tanto da non riuscire più a intravedere le lettere sulla carta, ma ciò non significa che non sia una storia triste. Mi sono sentita impotente, ho provato paura, mi sono chiesta come certe scene potessero essere accadute davvero per quanto parevano surreali. Il libro mi ha fatto più "impressione" di mille immagini trasmesse dalla tv o pubblicate sui siti di notizie web. Perché un'immagine o un video ce lo ritroviamo davanti agli occhi, qualcuno lo ha confezionato per noi, è in grado di suscitare emozioni come rabbia, paura, tristezza, ci può fare sentire impotenti e talvolta, a lungo andare, crea pure assuefazione. Non fa più effetto, vedere ogni giorno immagini terribili, diventa "normale" e vederle in tv per i bambini a volte è strano: io a mio figlio, che tra poco compirà 10 anni, devo spiegare ogni volta cosa è vero e cosa no. Questo è un telefilm, i "buoni" stanno inseguendo i "cattivi" per ucciderli ma non è vero, fanno tutto per finta. Questo invece è il telegiornale, purtroppo un forte terremoto ha distrutto una cittadina e sono morte delle persone, sono morte per davvero. 
Quando leggi la mente viaggia e si trasferisce nel luogo dove è ambientata la storia, e si immagina, ci si immedesima. Si provano le stesse emozioni, sensazioni che provano i protagonisti.
E quindi niente, non so che dire di questo libro se non che mi ha fatto riflettere, non che io non lo abbia mai fatto, mi ha fatto pensare alle persone che in questo momento stanno camminando in cerca di un posto in cui vivere perché nel loro Paese in questo momento non si può vivere ma solo cercare si sopravvivere, un Paese dove la morte è davvero dietro ad ogni angolo e non sai se il passo successivo ti lascerà vivo o no. 
Ma soprattutto un libro che mi ha fatto pensare a tutte le persone che ogni giorno postano su facebook frasi inneggianti all'odio e all'egoismo, a chi ce l'ha con gli stranieri a cui vengono dati cibo, soldi, case, lavoro e altro che potrebbero essere dati agli italiani. Io non ho intenzione di salvare il mondo, non voglio sembrare una persona buona solo perché talvolta mi schiero dalla parte dei più deboli. Semplicemente a volte mi metto nei panni degli altri e questo libro mi ha fatto soffrire. Mi ha fatto male. Leggere certe pagine è stata dura, durissima, è un libro tosto, non lo sapevo. Mi chiedo come abbia fatto Gabriele Clima a scrivere alcune scene. C'è chi nei libri descrive l'abito di una principessa, con tanti particolari che permettono di vederlo con gli occhi della fantasia, e chi descrive un essere umano che esplode e si spacca in mille pezzi...
Ora me la vado a leggere quella recensione in cui è scritto che è un libro necessario, sì lo penso pure io che sia un libro che deve essere letto, non dovremmo dimenticarci di quello che accade non troppo lontano da noi, e non perché dobbiamo ritenerci fortunati di avere una casa, vestiti, no: non mi piacciono questi discorsi. Deve essere letto per immaginare, immedesimarsi, per essere consapevoli di cosa accade nel mondo. La recensione non la so scrivere perché questo libro mi ha lasciato un gran garbuglio di sensazioni, (dolore), ed emozioni.
Leggetelo, è un libro "bello" anche se fatico ad associare questo aggettivo a una storia di guerra. Leggetelo per capire quanto grande è la responsabilità di noi adulti nei confronti dei bambini che ci considerano persone di riferimento, si fidano di noi, di ciò che facciamo. È scritto davvero benissimo, le parole scivolano via. Non mancano scene dolcissime e piene d'amore.

venerdì 14 aprile 2017

Giocare al parco tutti insieme

Lo condivido nuovamente perché per me questo spot è bellissimo! Amo i visi sorridenti di questi tre bambini, le emozioni che trasmettono le scene di questi brevissimi 30 secondi. La mia preferita è quella in cui Caterina intreccia le dita delle sue mani attorno alla vita di Cristian. Un gesto che io interpreto come "ti tengo stretto, non ti lascio, fidati". E i piccioni che si alzano in volo per sfuggire ai tre bambini che corrono nel parco ridendo?! Gioia, libertà, voglia di correre e divertirsi spensierati: quello che dovrebbero poter fare tutti i bambini!
Amo questo spot perché Samuele, Cristian e Caterina si sono impegnati tantissimo: insieme ad Aldo Bisacco e allo staff della produzione hanno lavorato per una giornata intera per mostrare a tutti che in un parco giochi inclusivo tutti possono giocare insieme! Amo questo spot perché nell'ormai lontano, (ma non troppo), 2012 non avevo la più pallida idea di cosa fosse un parco giochi inclusivo ma poi, per puro caso, ho conosciuto Raffaella e ho scoperto che non tutti i bambini possono andare al parco giochi insieme ai loro amici.
Nel 2014 è nato per gioco il blog Parchi per Tutti che ha tolto spazio a questo blog personale perché il tempo è prezioso e limitato per tutti: o scrivo qui o scrivo di là :-P
Sono contenta di aver conosciuto la socia, sono contenta di aver contribuito a far conoscere i parchi inclusivi in tutta Italia e son contenta di aver incontrato alcune persone che hanno a cuore il diritto al gioco, purtroppo sono poche ma buone! Naturalmente le ringrazio tantissimo perché in questi anni mi hanno insegnato tante cose e mi hanno fatto riflettere su argomenti che per me erano del tutto nuovi e difficili da comprendere. Grazie di cuore!
Ed infine son contenta che UILDM abbia deciso di sostenere un progetto che a tante persone potrà sembrare un "di più", una cosa superflua e non necessaria. I bambini con disabilità non dovrebbero accontentarsi di cure, assistenza, educatori, infermieri e ausili? No, non è così! I bambini hanno bisogno di giocare! Rubo le parole a Daniela Beccari che durante un convegno disse: "Quando un bambino gioca non sa spiegare perché lo fa, però sta bene, si diverte; fa delle cose che in altri ambienti istituzionalizzati non sarebbero riproducibili. Un bambino in un'area gioco prova e riprova senza subire nessun tipo di sanzione, prova e riprova in un ambiente libero che gli consente di essere se stesso, di sfidarsi, di mettersi alla prova."
Che altro dire? Son contenta :-) e se volete rendermi ancora più felice potete donare 2 euro inviando un sms al 45542 fino al 19/04/17 per sostenere il progetto "Giocando si impara"
Ringrazio anche Monja che ha speso parte del suo tempo insieme a Caterina per partecipare a questa "avventura" e che ha scoperto, come è successo a me anni fa, che non tutti i bambini possono andare al parco giochi! Grazie anche alla maestra di Caterina che ha deciso di spiegare ai bambini cosa sono i parchi gioco inclusivi e di far conoscere loro il "nostro" serpente magico Tuiotù!
Tuiotù è nato dalla fantasia del designer Fabio Casadei. Tuiotù vive nell'area giochi inclusiva di Rimini "Tutti a bordo!". Tutti a bordo significa "nessuno escluso": un parco privo di barriere architettoniche con giochi accessibili anche a bambini con disabilità.

mercoledì 12 aprile 2017

Inclusione e accessibilità!

"Io sono Raffaella, sono una volontaria UILDM e insieme a Claudia sono la fondatrice del blog Parchi per Tutti. Per noi questa sfida dei parchi che appoggia anche UILDM con la raccolta fondi per la Giornata Nazionale è una sfida molto importante perché sulla mia persona ho provato la difficoltà di non poter giocare al parco. I parchi per noi sono importanti perché con un bambino disabile molto volte costituiscono un limite, non sono accessibili, non si possono frequentare e il bambino stesso non può fare l'esperienza come tutti gli altri bambini fanno nel corso della loro vita.  
Noi abbiamo la fortuna di avere questo bellissimo parco inclusivo vicino a casa ed è veramente bello poter partecipare e poter passare un pomeriggio tranquillo con i bambini, con suo fratello che può correre liberamente ma soprattutto con lui che con la carrozzina può veramente fare qualsiasi cosa e io posso stare qui in disparte un attimo a chiacchierare qualche minuto senza doverlo controllare ogni secondo o aiutarlo a fare qualsiasi cosa.
Penso che valga davvero la pena allargare i nostri orizzonti e cercare di capire quanto sia importante l'inclusione e l'accessibilità!"

Approfondimento parchi gioco inclusivi

È online DM di Aprile 2017. DM è la rivista nazionale UILDM, un periodico pubblicato a partire dal 1961; un giornale di dibattito e di servizio che informa e fa discutere sui principali temi sociali e scientifici. Sul numero 191 di Aprile 2017 uno speciale sui parchi gioco inclusivi, potete leggerlo e/o scaricarlo cliccando sul link: http://www.uildm.org/wp-content/uploads/2017/04/DM191-web-mondo-uildm.pdf
Pagina 22 GIOCARE CON GLI ALTRI FA BENE. A TUTTI
Pagina 24 UILDM SI METTE IN GIOCO
Pagina 26 Dove giocano i bambini con disabilità?
Pagina 28 IL CASO DI ASTI, PARCHI ACCESSIBILI IN UNA CITTÀ ACCESSIBILE
Pagina 29 L'esperienza di Rimini, inclusiva anche la progettazione
Pagina 30 SE IL BAMBINO NON PUÒ GIOCARE COME GLI ALTRI
Non dimenticate che fino al 19 Aprile 2017 potete sostenere il diritto al gioco e aiutare UILDM a rendere inclusivi i parchi italiani donando al 45542 inviando un sms o telefonando da rete fissa!